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STEELMAN

UN CUORE, UNA TESTA ED UNA GARA DA 24 ORE

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Un cuore, una testa ed una gara da 24 ore.

Oggi si parla di una competizione , o meglio, un’esperienza di vita.

STEELMAN H24 RACE™ è una gara di 24 ore, che mette alla prova tutte le capacità di un Atleta: resistenza, forza massima e capacità psicologica. La gara è suddivisa in 8 eventi con 7 diverse discipline, dalle 6 del mattino alle 6 del giorno successivo. Ogni evento è seguito da una pausa in cui le squadre possono riposare, integrarsi e prepararsi psicologicamente per l’evento successivo.

E ce la racconta una persona che l’ha vissuta in prima persona: Erica Cilino,
CF-coach Crossfit North-East.

“Sei fuori di testa”
“Non inventi dal nulla una gara del genere”
“Solo tu potresti scegliere una cosa così malata”
“Mollerei al nuoto”
“Ti devi preparare un anno, non 5 mesi”
Tante sono state le frasi che mi sono sentita dire da quando ho scelto di intraprendere questa
avventura, perché soltanto così si può chiamare, ma mai mi sono fatta prendere dall’ansia o
dalla paura di non poterla portare a termine.
Io ed il mio TeamMate Denis De Piera ci siamo scelti per questo motivo : non ci interessava il
podio, se ci saremmo arrivati bene , altrimenti quello che davvero importava era riuscire a
vincere noi stessi, arrivare vivi alle 6 del mattino dopo 24 ore di gara.
Alla Steelman sei tu contro te stesso, contro quella voce sempre più forte e prepotente nella
testa che ti dice “non ci riuscirai, molla, rallenti il tuo compagno” ma ecco che è proprio in
quella parola “compagno” emerge tutta la tua grinta.
No, non puoi mollare, siete lì entrambi a sputare sangue per concludere la gara della Vita e
non puoi essere così egoista da mollare e privare l’altro di godersi vittorioso l’alba del giorno
dopo.

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Sabato 27 maggio 2023.
Ore 4:00 sveglia, pronti. Andiamo in campo gara.
Ore 6:00 3,2,1….VIA !
Avremmo dovuto fare 11 km di corsa con partenza e arrivo in Piazza 19 maggio di Gaeta con
un percorso ad anello salendo sul Monte Urbano ma purtroppo nella notte qualche simpatico
ha deciso di togliere la segnaletica del percorso ed una volta partiti l’organizzazione,
rendendosi conto dell’accaduto, ha dovuto seduta stante modificare l’anello rendendolo più
corto.
Ahimè correndo non siamo stati avvisati quindi il ritmo mantenuto lo stavamo ancora
basando su un lungo perciò invece di accelerare per l’ultimo sprint finale siamo arrivati al
traguardo senza renderci conto che la gara era già finita ben 5 km prima del previsto.
Non nascondiamo che a questo evento ci siamo trovati in fondo alla classifica e ci siamo
mangiati alquanto le mani ma per fortuna dopo ci aspettava il nuoto e su quello sapevamo di
essere degli squali.

Ore 8:30 in acqua per 2km di nuoto.
Partiamo carichi, ci facciamo scia e tra una bracciata e l’altra arriviamo alla spiaggetta che
segnalava metà percorso. Giro di boa e “corriamo” a prenderci il nostro secondo posto di
categoria Uomo-Donna e quarto posti Assoluti.
La molla è carica, le ore iniziano a scorrere e noi non vediamo l’ora di iniziare il prossimo
evento.

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Ore 10:30 si parte con la pagaia in mano, tanto sole e 10 km di kajak da affrontare più
velocemente possibile.
A livello muscolare è stata la prova più dura non essendoci allenati per questo evento più di
tanto. Dopo nemmeno 10 minuti sono entrata in acidosi, la spalla sinistra chiedeva pietà ad
ogni pagaiata ma non si poteva rallentare. Il nostro obiettivo era prendere un team di nostri
amici partiti a 2’ di distanza dalla nostra batteria e li vedevamo di poco davanti a noi, troppo
succulenti come preda.
Il mio compagno Denis non so con quale abilità nascosta o telepatia riusciva a capire quando
ero stanca e mi ricordava di cambiare ritmo : leggero ma veloce.
Ed ecco che il dolore passava e tornavo col focus su quella spiaggia del giro di boa che tanto
bramavo perché lì avremmo avuto qualche millesimo di secondo per bere dell’acqua e
mangiare un due gallette.
Anche in questo evento ci siamo fatti riconoscere : secondi di categoria.

Ore 14:00 ladder di Snatch.
Nei mesi di preparazione lo snatch ha rappresentato il nostro principale pensiero di
preoccupazione. Non mi sono mai sentita tranquilla in questa alzata, un giorno ci sono amica
mentre l’indomani mi schiaccia e per il mio compagno Denis uguale.
Post kayak non riuscivo nemmeno a sollevare una bottiglietta d’acqua senza vedere le stelle
per i trapezi e dorsali infiammati quindi ho dovuto ridimensionare i miei obbiettivi.
Io puntavo a 50kg e Denis a confermare il suo massimale di 85kg.
La gara inizia, il feeling col bilanciere è perfetto, la musica inizia a pompare ed ecco che
fioccano kili su kili.
Riesco a concludere il ladder inaspettatamente con 60kg e per il mio compagno arrivano due
bellissimi regali : primo Pr a 90kg ed il secondo Pr a ben 95 kg !

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Ore 16:00 44 km in mtb e più di 1000mt di dislivello.
L’evento più temuto di tutti nonché chiave di volta della classifica.
Per fortuna a renderlo più piacevole sono stati i panorami mozzafiato : sali e scendi continuo
sul monte Urbano; asfalto; sterrato; bosco, vista sul mare e case diroccate.
Un climax ascendente di pura bellezza per gli occhi direttamente proporzionale al dolore sulla
sella e le gambe che iniziano a scoppiare.
Il clima che si respirava ogni volta che incrociavi un concorrente era di pura sofferenza,
sentivi il suo dolore perché era lo stesso tuo, percepivi i suoi crampi e speravi che non
capitasse anche a te, sarebbe stata la fine.
Anche qui il proprio compagno risultava fondamentale : Denis ogni volta che mi perdeva di
vista chiamava il mio nome e , seppur separati da qualche tornante, sentendolo vicino mi
dicevo ad alta voce di continuare : “ sono qui, ti raggiungo, sto bene!”.
Devo raggiungerlo, sono forte. Arrivo !

Ore 21:00 presentazione di Kalel e wod a sorpresa.
Il nostro amico tanto aspettato si è rivelato essere una slitta marcata Kingsbox dal leggero
peso di ben 90kg da scarico.
A quell’ora Kalel, forse per il nome simpatico o forse perché ormai stavamo svalvolando, prese
le sembianze di un giocattolo dunque ormai che siamo in pista non ci resta altro che ballare!
In questo wod ci siamo sfidati a suon di due Amrap da 8’ trainandolo come carriola e come
barella tra db hang clean e shuttle run.
Il giusto svago prima dell’evento tanto atteso.

Ore 00:00 maratona di vogatore , 42.195 mt .
L’evento più magico della gara : silenzio, tensione, respiri profondi e sguardi assorti nel vuoto.
Partiamo e ,forse presi dalla stanchezza, dal leggere che quei 42,195 mt al vogatore
scendevano troppo piano o forse perché c’era la paura di bruciarsi subito, nella prima ora ha
regnato il silenzio.
Buio attorno a noi, notte fonda e ventole che soffiano.
Siamo sotto la metà, la musica inizia a pompare ed i team si svegliano : voghiamo tutti più
convinti, sorridiamo vedendo la fine, cantiamo e balliamo e tra un cambio e l’altro c’è chi
mangia gallette, bresaola e chi addirittura una pizza !
A 2h55min finiamo la nostra maratona, siamo esausti ma manca ancora l’ultima impresa
titanica.

Ore 5:30 Hero wod.
A questo punto della gara eravamo più di là che di qua.
Non sentivamo dolore, la sensazione era quella di una grandissima sbronza di Capodanno.
Ovattati iniziamo ad appenderci alla sbarra e non si sa con quale forza e tenacia il nostro
corpo e testa ci hanno permesso di svolgere pull up, bmu, t2b e hspu.
Man mano che finivamo il For Time iniziavano a toccarci i primi bagliori dell’alba sempre più
calda e confortevole.

Domenica 28 maggio 2023.
Ore 6:00 fine. Andiamo a dormire.
Ci tengo a ringraziare con tutto il cuore il mio TeamMate Denis che mi ha accompagnata in
questa impresa eroica, non abbiamo mai pensato di mollare e ci siamo riusciti. Tutti i sacrifici
fatti in questi mesi hanno ripagato alla grande, la sensazione di vivere un’esperienza del
genere soltanto Steelman te la può regalare.
Grazie a chi ci ha accompagnati per 24 ore di fila senza dormire. Miranda, compagna di Denis ,
e mio papà sono stati la luce perenne nella nostra gara. Non ci hanno fatto mai mancare nulla
dall’acqua al cibo, da una coperta al ricordarci di metterci la crema solare, dal assisterci in
ogni angolo del Monte Urbano al correre tra campo gara ed hotel per portarci i vestiti.
Senza il loro sostegno non so se saremmo riusciti ad arrivare alla fine, anzi ne dubito.

Grazie agli organizzatori, Michele Cappa e Christian Laccetta. per aver reso possibile una gara
unica nel suo genere e che tale deve rimanere.
Mai avrei pensato che una gara potesse dare così tanto, unire sotto un unico grande obiettivo
comune così tante persone che fino al giorno prima risultavano estranee e che ora si
sorridono e abbracciano per essere riusciti assieme nell’impresa.
Vi auguro il meglio per le edizioni future e che questo Steelman diventi un caposaldo del
mondo ibrido e della passione di tutti noi per lo Sport ed il fair play.
Ps. Dove trovate una gara in cui gli organizzatori e staff ti chiama per nome?
Non dimenticherò mai le pacche sulle spalle di Michele e Christian, il chiedermi come stessi,
l’assicurarsi se avessi bisogno di qualcosa, il domandare “Erica stai bene? Ti ho vista con lo
sguardo perso” e vedere che assieme a tutti quanti noi si emozionano e commuovono per la
nostra riuscita indipendentemente dal posto in classifica.
Questa è la gara della Vita, o la finisci o non la finisci.
E noi l’abbiamo finita.
Quarto posto overall.
Ci vediamo prossimo anno Uomini e Donne d’Acciaio!

Erica Cilino,
CF-coach Crossfit North-East.

Scritto da Marco

Dal 2005 mi chiamano Coach, ex pilota da corsa e Petrolhead , surfista quando posso, alla perenne ricerca di prestazioni migliori, da 18 anni (ormai) alleno persone per un fine più alto del semplice aspetto, preparo atleti e formo trainer, creo contenuti.
Nel 2015 sbam! Il Crossfit mi prende con se e tutto cambia!
Creo umani migliori ogni singolo giorno, anche adesso!

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